Critica dell'Intelligenza Artificiale. Leone XIV, l'enciclica: gli stati tornino a guidare l'innovazione
Anche l’intelligenza artificiale (IA) dovrà essere disarmata e disarmante? Papa Leone XIV, nelle sua prima enciclica, ci crede al disarmo dell’IA. Disarmare per Robert Prevost non significa rinunciare alla tecnologia, ma impedirle di dominare l’umano. Significa sottrarla ai monopoli. «Un disarmo da logiche – scrive il papa nell’enciclica “Magnifica humanitas” - che la trasformano in strumento di dominio, esclusione o morte». Ci vogliono norme, leggi, per «contenere gli effetti distorsivi del potere tecnologico». Ma non bastano. E papa Leone lo sa. Scrive il pontefice: «occorre domandarci, come avvertiva Francesco, chi oggi detenga questo potere e a quali fini lo orienti». BigTech? Troppo esplicito. Leone parla, invece, di «attori privati dotati di risorse e capacità di intervento superiori a quelle di molti governi». Il potere tecnologico assume un carattere inedito, «prevalentemente privato, difficile da orientare al bene comune». Che cosa determina la concentrazione del potere economico? E’ una tendenza del capitalismo, spiegherebbe un economista di influenze marxista (ad esempio, Emiliano Brancaccio). Ma Prevost, in tutta l’enciclica, non usa mai la parola “capitalismo”, anche se “profitto” ricorre diverse volte nel testo dell’enciclica. Ad esempio, qui: «Evitiamo...l’idolatria del profitto che sacrifica i deboli». E gli stati, cosa possono fare? «Un tempo – sostiene Leone XIV - erano soprattutto gli Stati a guidare e indirizzare l’innovazione». Per l’oggi papa Prevost offre un’indicazione di programma: «ci vogliono criteri chiari e controlli effettivi...la proprietà dei dati non può essere affidata solo ai privati, ma va regolamentata». Pubblica ha ospitato oggi Luigino Bruni , economista, storico del pensiero economico, con interessi per etica, studi biblici e letteratura. E’ autore – tra gli altri - di “Introduzione all’economia civile”; Irene Doda, scrittrice, collabora con diverse testate, scrive di tecnologia, diritti umani, lavoro e questioni di genere. E’ autrice di “Onnipotenti” (Fuoriscena 2026).